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Polemiche sulla mozione trascrizione figli di coppie omogenitoriali

Scritto da Zabbaradio

Polemiche sulla mozione trascrizione dei figli e figlie coppie omogenitoriali

Palermo. Continua a creare divisioni e polemiche in Consiglio comunale la mozione sulla trascrizione dei figli e figlie delle coppie omogenitoriali.
Il testo punta a stimolare il Parlamento nazionale ad ostacolare e rimuovere la missiva del ministro Piantedosi che vieta ai Comuni le registrazioni dei figli delle famiglie “arcobaleno”.
La mozione, voluta dal Comitato transpartitico Esistono i diritti, di cui fanno parte alcuni consiglieri di vari schieramenti politici di maggioranza e opposizione, era stata calendarizzata per essere discussa in aula il 16 aprile ma, il giorno prima, ha subito un’improvvisa frenata.
Nel corso della conferenza dei capi gruppo la mozione è stata rinviata, in attesa di ascoltare i maggiori esponenti della comunità Lgbtqia+ della città i quali, hanno chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio comunale perché a dir loro “finora esclusi dal dibattito”.
Ad accendere le polemiche anche la recente bocciatura di un’altra mozione che chiedeva l’adesione del consesso cittadino al Palermo Pride2024 e alla quale il Consiglio ha deciso di non aderire.
La mancata discussione della mozione sulle trascrizioni in Consiglio non ha però fermato un dibattito che ha acceso non poche polemiche.
Il consigliere comunale Gianluca Inzerillo Forza Italia iscritto al Comitato esistono i diritti ha evidenziato “la gravità della mancata discussione della mozione”.

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Molto critica, sui metodi con cui il Consiglio comunale sta affrontando temi che riguardano i diritti delle famiglie Arcobaleno, Mariangela Di Gangi di Progetto Palermo la quale, considera questa mozione una “battaglia pretestuosa e vuota”.
Per la consigliera “la presa di posizione del Sindaco Roberto La Galla, che non solo ha appoggiato il Palermo Pride ma anche firmato insieme ad altri sindaci un appello a favore delle trascrizioni”, basta e avanza”.

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Le posizioni della Di Gangi, scaturite forse dalla mancata adesione del Consiglio al Palermo Pride, si scontra con la battaglia politica del consigliere del suo stesso gruppo Progetto Palermo, Alberto Mangano iscritto al comitato Esistono i diritti e primo firmatario della mozione.

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Favorevoli alla mozione il gruppo della Dc contrari Fratelli d’Italia e Lega. Per il Consigliere Domenico Bonanno (Dc) “la speranza che la trattazione della mozione possa essere portata in aula il più presto possibile”.

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La situazione a Palermo rimane tesa, con il Consiglio Comunale che appare sempre più diviso su questioni di fondamentale importanza sociale. La città osserva, sperando in un futuro dibattito che possa finalmente portare a una risoluzione più equa e inclusiva.
Giuseppe Miceli del Movimento 5 Stelle ha voluto precisare come “la gestione del Consiglio comunale sia poco attenta sui temi di diritti civili.

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Intanto l’incontro con la Comunità Lgbtqia+ dovrebbe solgersi il 23 aprile. Il giorno dopo la mozione sarà trattata in Consiglio comunale.
La stessa mozione è stata già discussa e approvata senza polemiche all’Assemblea Regionale Siciliana.
“È deludente vedere membri del Consiglio che si ritraggono dal loro dovere di promuovere l’inclusione e l’uguaglianza, soprattutto quando le loro decisioni influenzano direttamente la vita di molte persone. –ha dichiarato il presidente del comitato Esistono i diritti Gaetano D’amico – Il Comitato continuerà a lottare affinché le famiglie omogenitoriali siano riconosciute e tutelate come meritano, senza più subire ritardi ingiustificati o discriminazioni.
Per Eleonora Gazziano presidente di Rights on “le motivazioni addotte dalle consigliere di minoranza mortificano il comitato esistono i diritti, le famiglie arcobaleno e gli elettori”.

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